FL (Flawless): Diamanti che non mostrano inclusioni o piccole imperfezioni superficiali quando esaminate sotto 10 ingrandimenti da un gemmologo professionista
IF (Internally Flawless): Diamanti che non mostrano inclusioni e solo insignificanti imperfezioni superficiali sotto 10 ingrandimenti. Normalmente ciò che separa i diamanti FL da quelli IF sono caratteristiche che possono essere rimosse con un intervento di lucidatura superficiale.
VVS1 e VVS2 (Very Very Slightly Included): I diamanti VVS contengono minute inclusioni che sono difficili a localizzarsi, sotto 10 ingrandimenti, anche per un gemmologo professionista. In diamanti VVS1 le inclusioni sono estremamente difficili a vedersi e possono essere viste solo attraverso il padiglione, mentre le inclusioni classificate VVS2 sono molto difficili a vedersi.
VS1 e VS2 (Very Slightly Included): I diamanti classificati come VS contengono inclusioni minori che si rendono difficili VS1, al talvolta facile VS2, vedersi sotto 10 ingrandimenti da un gemmologo professionista.
SI1 e SI2 (Slightly Included): I diamanti classificati SI contengono inclusioni che vanno dal facile (SI1), al molto facile (SI2), vedersi sotto 10 ingrandimenti.
I1, I2 e I3 (Imperfect): I diamanti classificati come I contengono inclusioni che sono ovvie a vedersi da un gemmologo professionista sotto 10 ingrandimenti; possono spesso essere viste facilmente anche ad occhio nudo e sono così numerose che riducono la trasparenza e la brillantezza della pietra stessa.
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Anche se i diamanti possono coprire l’intero spettro dei colori, il miglior colore per un diamante è l’assenza di colore. Una pietra completamente incolore rifrange meglio la luce e la riflette in tutti i colori dell’iride. Altri diamanti, ancora più rari, sono di un colore ben definito e sono spesso denominati “fancies”. Tali diamanti si trovano solo occasionalmente e maggiormente in tinte come verde, rosso, blu o ambra. La scala di colore va appunto dalla totale mancanza di colore (colore D) al giallo (colore M-Z). Le differenze tra un grado e l’altro sono molto sottili, come si può vedere dal numero di gradazioni all’interno di ogni categoria di colore rappresentate nello schema sottostante.
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Come per tutte le pietre preziose, il peso, e perciò la grandezza, di un diamante è espressa in carati. La parola carato ha origine come unità di peso naturale: i semi dell’albero del carrubbo. I diamanti erano per tradizione pesati con questi semi, fino a quando il sistema fu unificato e un carato fissato a 0,2 grammi (un quinto di grammo). Un carato è diviso in 100 “punti”. Perciò un diamante di 25 punti pesa un quarto di carato, ovvero 0,25 carati.
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